venerdì 28 febbraio 2020

Ciao Matteone.


QUEL FILO SPEZZATO

Avevo 17 anni quando, ancora giocatore (scarso ahimé), avevo appena finito il corso Miniarbitri a Mestre ed iniziando a girare per i campi di gioco e a frequentare gli ambienti della Federazione, ho conosciuto Matteone. Negli anni successivi, collaborando con il Comitato Regionale Veneto, l’ho conosciuto sempre meglio ed ho imparato a rispettarlo. Ammiravo la sua passione che, quasi in maniera alienante, si trasformava spesso in dedizione. Alla pallacanestro ovviamente, sua più grande passione, ma anche nelle altre cose della vita. Nel nostro sport interpretava in senso profondo e direi definitivo i suoi “ruoli” trasformando il suo impegno e la sua presenza quasi in un servizio ed un regalo al prossimo. Prima in Veneto e poi pian piano in tutta Italia si è fatto conoscere grazie alle sue migliori qualità umane e sociali sempre intento a dare il suo contributo alla crescita del movimento cestistico italiano.
Amici in senso stretto non lo siamo mai diventati, anche se ci siamo talvolta frequentati e confrontati sulla pallacanestro. La sua scomparsa mi ha colpito molto e, senza alcun intento retorico, vorrei dire molto più di altre. Ho seguito la sua agonia da distante, facendo sempre il tifo per lui, che purtroppo non ha vinto la sua battaglia più importante.
Entrambi, e insieme a tanti altri come noi, a percorrere quel nostro lungo filo che negli anni ci lega a questo mondo e al nostro sport e che, con incontri e scontri, fa crescere relazioni, sentimenti e passioni. Ho l’attitudine e, mi permetto di dire anche l’umiltà, di cercare di imparare il più possibile da ogni incontro e da ogni esperienza. Sono felice di aver incontrato Matteone (solo così riesco a chiamarlo) e sono felice di tutto quello che, “rubato” a lui, mi sono messo in tasca. Unico mio rammarico è di averlo voluto conoscere meglio. E’ stato, fuori di ogni retorica, un esempio umano, prima ancora che sportivo e la sua morte lascerà a tutti noi un grande vuoto.

Mi mancherà non vederlo in palazzetto ad una partita (era ovunque cavoli!), e avere il piacere di scambiare due parole e di un saluto, mai di circostanza.
Mi mancherà la sua presenza a tante manifestazioni del Team 78 di cui si è sempre dimostrato grande amico: presentazioni, feste, torneo.
Mancherà a tutta la pallacanestro il suo esempio di come vivere le proprie passioni al “servizio” degli altri.
Mancherà la sua figura inconfondibile e il suo essere di compagnia e mai divisivo.
Mancherà si!

Le partite non si possono vincere tutte e l’ultima sconfitta è sempre la peggiore.
Mercoledì sera, appena avuta la notizia della morte di Matteone, mi sono ritrovato con la testa vuota, attonito e quasi incredulo, nonostante sapessi che le cose per lui non precedevano bene.
Non ho avuto il bisogno di cercare spiegazioni e nel vuoto che il momento di tali notizie inevitabilmente crea in ognuno di noi, mi è apparsa un’immagine di me fermo, con lo sguardo nel vuoto che reggevo nelle mani, uno per mano, i due lati di un lunghissimo filo spezzato in due.
Nel suo ricordo e nel rispetto di ciò che era (sentimenti veri e datati, non certo postumi), ho preso quei due lembi di filo e li ho riallacciati, sperando da oggi in poi, nei campi di pallacanestro come negli altri che avrò il tempo di calcare, che il filo della mia vita mi dia modo di dare il mio contributo nel modo migliore. Credo che questo sia, da parte mia, il modo più alto e sincero di ricordare e onorare una grande persona il cui filo disgraziatamente non si riuscirà più a ricucire.
Ciao Matteone… Sarai sempre nelle palestre con me e con il Team 78!

Francesco Veronese

Tutto il Team 78 si unisce al cordoglio. Ciao Matteo

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