mercoledì 9 maggio 2012

GEMELLE A DISTANZA - ESPERIENZA DA RIPETERE -



Su le mani siam….
Stufi del solito tran-tran ci siamo tuffati in un’avventura a noi sconosciuta, affrontare un torneo di 3 giorni “Gemelle a distanza” organizzato a Santorso, vicino a Schio, dalla società Scuola Minibasket.
Le premesse erano interessanti visto che era dichiarato come non competitivo, concetto che si trova spesso a questa età ma raramente rispettato fino in fondo, animato dalla possibilità di affrontare squadre molto interessanti e dal “ terrore” del sottoscritto di dover tenere a bada 13 bambine scatenate giorno e notte.
Il torneo inizia domenica 29 e noi arriviamo nel primo pomeriggio, visto che non siamo impegnati in nessuna partita quel giorno, abbiamo la possibilità di poter iniziare a sistemare le nostre cose e conoscere qualcosa in più di quello che ci aspetterà. E qui abbiamo la prima sorpresa, “dormiremo” tutti insieme in palestra distesi in campo con sacchi a pelo, materassini ecc. Ecc.!
Ancora shoccanti da questa novità, ci trasferiamo nel palazzetto di Schio per vedere gare 5 di semifinale scudetto di A1 tra Schio e Pool Comense, uno spettacolo sia per la partita sia per la cornice di pubblico e siamo tutti molto contenti di aver avuto la possibilità di assistere a questo evento.
Finita la partita e andati a mangiare torniamo in palestra a Santorso e le ragazze, cariche come molle e con un’energia da illuminare a giorno una città, si mettono a giocare alle 21.30 fuori nel campetto ma tempo 5 minuti ed ecco il patatrac, una ragazza scivola e cade procurandosi un paio di escoriazioni, nulla di grave ma, farsi male ancora prima di cominciare le partite, non è il massimo.
Curata la ferita rientriamo in palestra ci mettiamo in pigiama visto che è organizzato il pigiama-basket con tutte le bambine che corrono in calzini per il campo, noi, per uscire fuori dal coro, ci mettiamo a ballare le canzoni prendendo spunto dalle allenatrici di Parma che sembrano molto più capaci di noi.
Continuiamo così fino alle 23.30, a quest’ora arriva l’ordine di mettere via i palloni e di prepararsi per la notte, disponiamo i nostri sacchi a pelo sul campo, per quella che si presenta come una lunghissima nottata. Domani mattina si giocherà la prima partita alle 9.10, ora che cala un minimo di silenzio, è passata comunque più di un’ora.
La sveglia è piuttosto traumatica, essendoci delle grandi vetrate in palestra, il sole entra a svegliare tutti, alle 6.30 gran parte delle ragazze sono già sveglie e c’è un bel brusio di sottofondo, noi dovendo giocare presto, andiamo a fare subito colazione e così riusciamo a essere in palestra in perfetto orario: nove meno 10.
Giochiamo contro Cestistica Rivana/Trento ma, le nostre condizioni di coma acuto, rendono la partita poco interessante, loro sono una bella squadra e sarebbe potuta essere una bella sfida ma, visto la partita, bisogna essere contenti che nessuna nostra ragazza sia inciampata mentre correva visto che dormivano in piedi.
Per fortuna la mattina stessa abbiamo un’altra partita contro Alpo Basket in modo da poterci rifare, finalmente, infatti, mostriamo un gioco nettamente migliore così possiamo andare soddisfatti a mangiare molto affamati visto che arriviamo in ristorante poco dopo le 14.
Dopo aver lavorato di mandibole, torniamo in palestra ci aspetta la terza e ultima partita della giornata, una bella sfida contro Basket Parma Blu, squadra interessante con cui affrontiamo una bell’incontro combattuto, dopo rapidi in doccia che si va a mangiare la pizza.
Il programma della serata prevede di andare anche questa sera al Palacampagnola di Schio per vedere i Damove, un gruppo di freestyler italiani che strabiliano le ragazze con numeri di ball-handling, schiacciate ed altri numeri d’alta scuola.
Rientrati in palestra la serata finisce come quella precedente con le bambine che si mettono a giocare in pigiama in palestra anche se, con un po’ meno di energia. Va bene instancabili, però di giornate così piene ne risentono anche loro!!!!!!!!!!! Riusciamo a spegnere mezz’ora prima le luci, anche se il buio non è seguito dal silenzio immediato.
La mattina dopo la truppa si sveglia più tardi e addirittura alcune siamo costrette a svegliarle noi visto il sonno profondo, colazione poi rapide a cambiarsi poiché, alle 9.40, abbiamo l’ultima partita contro Cusano Milanino, squadra probabilmente composta tutte da 2001. Il gap fisico è evidente per cui la partita non è un granchè, questo ci consente di concentrarci su piccole soddisfazioni come far segnare anche quelle che finora non avevano messo il loro nome sul referto.
Finita la partita, i genitori, ormai tutti arrivati, collaborano per far sbaraccare le nostre cose, purtroppo il torneo è alle battute conclusive. Assistiamo a una bella premiazione per poi lanciarci in un fornitissimo e ricco buffet per provar a recuperare tutte le energie perse, poi si riparte con destinazione casa stanchi e contenti.
In questo torneo, essendo non competitivo, non ha vinto nessuno, ripensandoci però così forse hanno vinto tutti e tutte, ogni persona che ha partecipato, infatti, può aver ottenuto la sua piccola-grande vittoria dentro o fuori il rettangolo di gioco, l’aver segnato i primi punti o l’esser riusciti a tener testa ad avversari nuovi e più forti, l’aver vissuto e condiviso la prima esperienza fuori di casa senza genitori al seguito.
Per noi allenatori le sfide potevano essere addirittura più complesse, il confronto con realtà diverse ci ha permesso di verificare il lavoro svolto durante l’anno, ci ha dato l’opportunità di sperimentare nuove soluzioni, vista la natura non competitiva del torneo, e la possibilità di misurarci nella gestione completa di un gruppo in tutte le sue situazioni di “vita”.
Queste sono solo alcune delle vittorie e dei ricordi che ogni squadra può portare a casa dopo un torneo del genere oltre all’immancabile e immensa dose di divertimento e di sonno arretrato.
All’anno prossimo. è sicuramente un’esperienza da ripetere

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credits: zancoa.it